L’edificio fu costruito dalla famiglia De Viti De Marco tra la metà dell’800 e l’inizio del secolo successivo. A livello della strada si aprivano due locali ampi con volte a stella e ben quattro camini, mente il primo piano era originariamente costituito da un unico grande ambiente. L’intero immobile fu originariamente utilizzato per la lavorazione dei prodotti agricoli; poi fu aggiunta un’altra stanza con bagno destinata a foresteria e abitata, tra gli altri, da Marco Buratti, l’ultimo economo dell’azienda agricola dei De Viti De Marco. La stessa foresteria accolse, tra il 1942 e il 1943, per circa cinque mesi, Benedetto Croce, esiliato in patria e amico del grande economista Antonio De Viti De Marco. Fu proprio il Marchese Antonio De Viti De Marco, a fine ‘800, ad avviare a Casamassella l’allevamento del baco da seta.

Per ripercorrere la storia della Filanda, sono “preziosi” gli archivi conservati nella Fondazione Le Costantine, che custodisce alcuni libri contabili della Famiglia De Viti De Marco.

Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 si sentì il bisogno di ampliare il fabbricato con nuovi ambienti da annettere al ciclo produttivo della sericoltura. Si ampliò il primo piano e tutto l’edificio fu adibito a Filanda. Durante la prima Guerra Mondiale gli Inglesi utilizzarono una parte della struttura come base di appoggio ai campi militari di Otranto: ne è testimonianza la volta a padiglione di una stanza al primo piano che si presenta con piccoli mattoni rossi, costruiti secondo una tecnica tipicamente anglosassone. Poi, negli anni, fu sede di un tabacchificio, di un deposito di derrate alimentari e intorno al 1940 una parte fu utilizzata, per un decennio, come scuola elementare. Dopo la morte di Antonio, La Filanda fu ereditata da James De Viti De Marco, suo figlio e ultimo marchese di Casamassella. Agli inizi degli anni ’60, quando morì, iniziò il declino economico della famiglia e la perdita del patrimonio immobiliare: La Filanda fu frazionata e venduta a quattro nuovi proprietari.

Tra il 1962 e il 1968 una porzione del piano terra divenne laboratorio per la tessitura al telaio, un’arte diffusa già a partire dal primo dopoguerra tra le contadine del luogo, che sotto la guida di Donna Carolina De Viti De Marco e della figlia Giulia Starace era diventata un’attività organizzata, capace di elevare economicamente e spiritualmente le donne del borgo.

Oggi, dopo tanti anni, La Filanda è tornata a essere un’unica proprietà, un luogo di lavoro, uno spazio privato e un angolo eccellente di ospitalità salentina. Una dimora storica di charme vicino a Otranto, luogo ideale per vivere il pieno relax di una vacanza nel Salento.